Pompiere

La passione brucia al Cinema

KIKA – Un corpo in prestito

KIKA - Un corpo in prestitoUn film di Pedro Almodóvar.

Con Rossy De Palma, Victoria Abril, Peter Coyote, Verónica Forqué, Bibì Andersen.



Titolo originale Kika. Commedia, durata 111 min. – Spagna 1993.





VOTO: 5


Kika, truccatrice svampita, ha un fidanzato complessato da quando il padre scrittore ha ucciso la madre. Una serie variopinta di personaggi ruotano intorno a lei e al ragazzo: un maniaco stupratore, una domestica lesbica, poliziotti svogliati e una reporter televisiva in cerca di scoop.

Il peggior Almodovar degli anni ‘90 è un altro esempio di frullato di generi, in questo caso commedia grottesca innervata di elementi noir e melodramma profondamente carnale.

Si può decisamente affermare che “Kika” rappresenti un ideale incrocio tra i suoi schizzati esordi e i perfetti “almodrami” della fase più matura.

Una disamina dei meccanismi distruttivi della gelosia e, soprattutto, una satira sbeffeggiante della TV spazzatura con i suoi programmi incentrati sulla morbosa attenzione a cruenti fatti di cronaca e sul dolore di chi li vive in prima persona. Quest’ultimo è sicuramente l’aspetto più interessante del film: la satira in qualche modo riesce a colpire il bersaglio con il gustoso personaggio di Victoria Abril, psicologa, conduttrice di un delirante show televisivo, che si presenta al pubblico – ma anche in missione – con telecamera sulla testa e un’incredibile armatura che la fa sembrare una sorta di Robocop. Una foto suggestiva

Una caratterizzazione a suo modo geniale, al punto che vorremmo che l’intero film fosse incentrato su di lei.

Purtroppo il regista spagnolo dissemina la pellicola di elementi che indiscutibilmente appartengono al suo mondo e al suo stile, con un fastidioso compiacimento. Ne scaturisce un’opera di maniera che esagera clamorosamente nello spingere il pedale del kitsch.

Molto citata è la furbissima e lunghissima scena dello stupro di Kika; una trovata che si pone l’obiettivo di suscitare ilarità, ma che finisce per irritare.

La suddetta scena gioca col voyeurismo dello spettatore e viene inserita nel discorso sul cinismo dei mass-media: ciò che prima dovrebbe divertire viene subito dopo sottoposto a condanna senza molta coerenza.

In generale tutta la seconda parte del film sembra realizzata senza credere più tanto a quelli che erano gli obiettivi prefissati. Inoltre, l’ingarbugliata sottotrama noir si appiccica malamente a tutto il resto e non suscita il minimo interesse.

Dopo “Kika” Pedro sfornerà una serie di opere di abbacinante bellezza (su tutte “Parla con lei”) e questo infortunio autoriale verrà presto dimenticato.

Divertente il cameo di Francisca Caballero (madre del regista) e, come sempre, curatissimi i titoli di testa.

23 Giugno 2009 - Pubblicato da leobear78 | commedia, grottesco | , , , , , , , , , | 5 Commenti

5 Commenti »

  1. Assolutamente d’accordo.
    Per attendere un’altra stecca di Almodòvar abbiamo dovuto attendere “La mala educaciòn”, a mio parere ;)

    Commento di pompiere | 23 Giugno 2009 | Replica

  2. ALLORA QUESTO FILM E’ UNA BOIATA E LO SAPPIAMO TUTTI MA GLI INCIDENTI DI PERCORSO SI HANNO E SERVONO A VALORIZZARE L’OPERA DI UN REGISTA… VISCONTI CON L’INNOCENTE FELLINI CON LA CITTA’ DELLE DONNE E VIA
    POMPIERE MIO BELLO MA LA MALA EDUCATION NON E’ POI COSI’ BRUTTO DAI…. SALUTI E BACI

    Commento di iltromba | 23 Giugno 2009 | Replica

  3. Io trovo che “La mala education” sia bellissimo!!!!

    Commento di leobear | 23 Giugno 2009 | Replica

  4. INFATTI LO E’
    LEO BEAR UN’DA’RETTA AL POMPIERE QUELLO BARA ED E’ GELOSO DA MORIRE DEI FILM CHE PIACCIONO A NOI
    QUANDO LO VIDI AL CINEMA IN SALA C’ERO ALTRO CHE IO
    CIAO ALLA PROSSIMA

    Commento di iltromba | 23 Giugno 2009 | Replica

    • Non mi fate arrabbiare che vi metto al muro e vi faccio passare la voglia di fare gli autori, eh? :)

      Commento di pompiere | 23 Giugno 2009 | Replica


Lascia un commento