PIXOTE, LA LEGGE DEL PIU’ DEBOLE
Titolo originale: Pixote, a lei do mais fraco.
Regia: Hector Babenco.
Con: Fernando Ramos, Jorge Juliao, Gilberto Moura, Zenildo Oliveira, Edison Lino, Marilia Pera, Jardel Filho.
Genere: Drammatico. Produzione: Brasile. Anno: 1980. Durata: 125 min.
VOTO: 7
“Pixote” è il film che ha fatto conoscere a livello internazionale l’argentino Hector Babenco. Un film scomodo, durissimo per l’epoca. Ambientato in Brasile.
Si racconta di alcuni ragazzi di strada finiti in un carcere minorile dove la condotta aberrante dei dirigenti e degli addetti all’ordine li obbligherà ad imparare la violenza. Babenco non ci risparmia nulla: dentro il riformatorio assistiamo a maltrattamenti, episodi di violenza sessuale, lavaggi del cervello, razzismo, circola droga come fosse zucchero e ci sono omosessuali più o meno repressi. Il turpiloquio è all’ordine del giorno. Il luogo preposto alla rieducazione dei minori diventa in realtà un inferno, un ricettacolo di storie altamente crudeli, forme di vita che come mine umane non aspettano altro per esplodere, un luogo dove è la legge del più forte a farla da padrone. 
Ciò che non dovrebbe accadere purtroppo accade: un amico di Pixote (con soli dieci anni il più giovane del gruppo) viene ucciso da una guardia giurata. Un tentativo di protesta viene soffocato brutalmente e ci scappa un altro morto.
Un gruppo di ragazzi (Pixote, l’omosessuale Lilica, Dito e Chico) riescono ad evadere e dopo aver imparato la “malavita” in riformatorio cercano di farne un mestiere. Diventano una piccola baby gang dedita ai furti, rapine e allo spaccio di droga. In particolare, avvicinatisi alla prostituta Sueli, ne diventano complici nel rapinare i clienti di quest’ultima.
Ma l’equilibrio è irraggiungibile. Spuntano brandelli di melodramma neanche troppo celato, quando vediamo il piccolo Pixote accostarsi alla donna: uno straziante surrogato di amore filiale.
Film molto drammatico quindi, a tratti sociologico, ma un maggiore distacco emotivo poteva forse dare un tocco più universale alla storia che è comunque ben condotta. Si sente che Babenco è partecipe della storia e dei suoi personaggi. Il film resta però ammirevole e coraggioso per l’epoca ed è riuscito a portare alla notorietà il suo nome.
Tra le immagini più disturbanti vorrei citare quella in cui i ragazzi scimmiottano il vero crimine (quello che vive fuori le mura e che loro incontreranno). Perché nelle strade di San Paolo la vita è dura, molto dura, tant’è che alcuni ragazzi vorrebbero rimanere per sempre tra le sbarre e perfino qualche genitore lo auspica.
C’è sempre il rischio, realizzando opere come questa, di spettacolarizzare il degrado, come nel recente “City of God ” di Mereilles (che comunque resta un buon film). Il film di Babenco è molto lontano da questa idea e più vicino al documentario e per questo va apprezzato.
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Pompiere Passa Parola!
Io Hector Babenco l’ho conosciuto con il celebre : Il bacio della donna ragno oscar a W.Hurt e poi il brutto Ironweed con J.Nicholson e M.Street a minimi storici, e questo film l’ho visto dopo avere letto una tua recensione buonista, di un film datatissimo, che non dice nulla di nuovo su vessazioni ai minori che vale per tutti i paesi, e i problemi ancora più grandi che sono quelli di crescere in un ambiente che non te lo permette, a me è piaciuto il finale con il piccolo protagonista ormai solo e senza futuro saltella spensierato in un binario che pare indicare una strada senza fine……..
City of god l’ho visto ed è un film pretenzioso ma affascinante in uno sviluppo a tratti paradossale ( se vuoi ne parliamo) , a riguardo vorrei consigliarti se non li hai già visti Garage Olimpo di M.Bechis e La notte delle matite spezzate di H.Olivera, le tematche sono diverse ma la tecnica registica è similare nell’affrontare tematiche scottanti. ‘ Notte !
Ciao Mario.
Felice di vedere che sei diventato una presenza costante del sito.Grazie.
Mi pare di capire che trovi il mio voto eccessivo.Mah, che dire?Non lo trovo così malvagio come film.E’il primo film di Babenco che ho visto, il resto mi manca.In genere quando decido di avvicinarmi per la prima volta ad un autore che non conosco o che conosco solo nominalmente cerco di partire dai primi film.Sono comunque contento di averti fatto venire la curiosità di vederlo anche se non condividi il mio giudizio.
A presto.
Leo
Ma cosa scatta in te la voglia di vedere un film rispetto ad un altro? Questo film ha quasi 30 anni e tu lo hai voluto vedere sapendo i rischi che si corrono a retrospettivare ( ti piace questo verbo) un’opera di decenni fa! Sei al computer a quanto vedo!
Garage Olimpo non l’ho ancora visto pur avendolo a casa (!) Ho amato tantissimo il primo film di Bechis ALAMBRADO, davvero affascinante e mi piacerebbe rivederlo se lo trovo.FIGLI (HiJOS) è inferiore, secondo me, ma stimolante. Hector Olivera è un altro autore che, pur conoscendo per la mia passione per la storia del cinema ma non ho ancora affrontato.
Non mi hai risposto sulla modalità delle tue scelte? Un altro segreto dopo il tuo nickname?
Diciamo che ho una gran fame di film fin da piccolo
Quali sarebbero i rischi nel vedere un film vecchio o iniziare a conoscere un autore dagli esordi?.Questo non è l’esordio di Babenco ma è, credo, il primo film arrivato in Italia.Tra le mie passioni interne alla storia del cinema c’è quella per lo studio quasi maniacale per le filmografie, per cui forse da lì, vorrei vedere tanti più film possibili, se vedo per esempio che in videoteca ci sono 4 film di Alejandro Agresti (del quale vidi anni fa L’ULTIMO CINEMA DEL MONDO), scelgo quello più vecchio, dopo quello successivo, ecc.Non sempre, ma spesso, faccio cosi quando voglio conoscere un regista che non conosco.Ovviamente non guardo solo cinema d’autore, per i film nuovi guardo quello che m’ispira, come tutti credo.Anche in Tv, vedo che c’è un film che non conosco e me lo guardo.
Io Alambrado ce l’ho vediamo di metterci d’accordo su come fartelo avere. e’ del 1991 se non sbaglio. e Garage Olimpo merita tutta la tua attenzione.
Mi sorprendi , essendo così giovane non credevo fossi così profondo in una passione virtuale e riguardo le filmografie io sono più maniacale di te con i pro e i contro, io di Agresti ho visto solo il suo ultimo film La casa sul lago del tempo e non mi ha colpito più di tanto ma merita menzione, solo vorrei sapere quale videoteca può avere 4 film di questo regista qui da me è improbabile.
E per finire devo darti ragione riguardo H.Babenco, pensa che il suo primo film Il grande Fittipaldi è datato 1973 e Pixote è del 1981, ma è stato con Il bacio….(1985) che ha avuta eco internazionale. Ora ti saluto e mi congratulo per la tua cultura cinematografica che mi sorprende data la giovane età, ti ricordo che io tra poco farò 54 anni…ma non li dimostro!!
Ma era un esempio Mario!Non credo troveremo mai una videoteca con 4 film di Agresti.Si parlava di registi argentini e per spiegarti un mio concetto mi è venuto in mente lui.Io ho visto anche UNA NOTTE CON SABRINA LOVE con Celia Roth.Nulla di che.
Comunque Alabrado (recinto) un pò triste direi nichilista se ben ricordo generazioni a confronto e scioglimento della famiglia come entità se ben ricordo, quasi quasi me lo rivedo prima di andare a letto. Notte alla prossima!
ho dimenticato la m di Alambrado sono come te scrivo di getto senza rileggere, notte
Come esordio ALAMBRADO è davvero un bel film dove il vento è un vero e proprio personaggio.Ciao Mario.